LE GUERRE IN EGITTO



(commento prof: Abbastanza bene, mancano però completamente i motivi della rivolta. Attenzione: non hai citato la fonte dalla quale hai recuperato le informazioni! Sotto la foto potevi mettere una breve didascalia...)





La Guerra dei sei giorni fu combattuta nel 1967 tra il 5 e il 10 giugno, tra Israele da una parte ed Egitto, Siria e Giordania dall'altra, e risultò in una rapida e totale vittoria israeliana. Al termine del conflitto Israele aveva sottratto la Penisola del Sinai e la Striscia di Gaza all'Egitto, la Cisgiordania e Gerusalemme Est alla Giordania e le alture del Golan alla Siria. L'esito della guerra, la condizione giuridica dei territori occupati e il relativo problema dei rifugiati influenzano pesantemente ancora oggi la situazione geopolitica del Medio oriente.
Dopo la Crisi di Suez del 1956, l'Egitto accettò il dislocamento di una forza di emergenza delle Nazioni Unite (la Forza di Emergenza delle Nazioni Unite, UNEF) nel Sinai, con lo scopo di garantire che tutte le parti in causa rispettassero l'Armistizio di Rodi (1949).Negli anni successivi vi furono numerosi scontri di frontiera minori tra Israele e i suoi vicini arabi, in particolare la Siria. All'inizio del novembre 1966, la Siria firmò un trattato di mutua difesa con l'Egitto. Poco dopo, Israele attaccò la città di as-Samu nella Cisgiordania occupata dalla Giordania, e le unità giordane che le affrontarono furono rapidamente sconfitte. Re Hussein di Giordania criticò il presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser per non essere venuto in aiuto della Giordania e di «nascondersi dietro le gonne dell'UNEF».Nel maggio 1967, Nasser ricevette falsi rapporti dall'Unione Sovietica secondo i quali Israele stava ammassando truppe al confine siriano; Nasser iniziò ad ammassare truppe nella Penisola del Sinai, lungo il confine israeliano (16 maggio), espulse la forza UNEF da Gaza e dal Sinai (19 maggio) e occupò le posizioni dell'UNEF a Sharm el-Sheikh, sugli Stretti di Tiran. Israele ripeté le dichiarazioni fatte nel 1957, secondo le quali una chiusura degli stretti sarebbe stato considerato un atto di guerra o comunque una giustificazione per la guerra. Nasser dichiarò gli Stretti chiusi alle navi israeliane il 22-23 maggio. Il 30 maggio, la Giordania e l'Egitto firmarono un patto di mutua difesa. Il giorno successivo, dietro invito giordano, l'esercito iracheno iniziò a schierare truppe e unità corazzate in Giordania,con un successivo rinforzo di un contingente egiziano. Il 1º giugno, Israele formò un governo di unità nazionale allargando il gabinetto e il 4 giugno fu presa la decisione di aprire le ostilità. Il mattino successivo, Israele lanciò l'Operazione Focus, un attacco aereo a sorpresa a larga scala, che sancì l'inizio della Guerra dei sei giorni.
Israele completò l'offensiva aerea nei primi due giorni, poi portò a termine tre vittoriose campagne terrestri. L'attacco aereo colse gli aerei egiziani ancora a terra, paralizzando le forze aeree egiziane, siriane e irachene e distruggendo l'aeronautica militare giordana, stabilendo rapidamente la supremazia aerea, che accelerò le successive vittorie terrestri. La campagna terrestre del Sinai durò dal 5 all'8 giugno e sfondò le difese egiziane, bloccandone la fuga, imponendo gravi perdite e causando l'accettazione incondizionata del "cessate il fuoco" il 9 giugno. Dal 5 al 7 giugno, Israele occupò Gerusalemme, Hebron e l'intera Cisgiordania. La battaglia contro la Siria per le minute Alture del Golan durò dal 9 al 10 giugno.
external image images?q=tbn:ANd9GcRX-HQWlkupZrt5NZbxWmGik-LTiZu0ulMWCdcCgOIi8jCl8rLm

Sommosse popolari in Egitto del 2011


Le sommosse popolari in Egitto del 2011, anche note con il nome di rivolta egiziana del 2011, rivoluzione del Nilo o, dagli stessi interessati, rivoluzione egiziana del 2011, rappresentano un vasto movimento di protesta che ha visto il succedersi di episodi di disobbedienza civile, atti di contestazione e insurrezioni, verificatisi in Egitto a partire dal 25 gennaio del 2011.
Il moto di protesta popolare egiziano, imperniato sul desiderio di rinnovamento politico e sociale contro il trentennale regime del presidente Hosni Mubarak, si è inizialmente manifestato con mezzi pacifici, ispirati alle proteste organizzate in Tunisia e in altri paesi arabi che hanno portato alla destituzione del capo dello stato Zine El-Abidine Ben Ali e a incidenti in numerosi stati, ma ha poi conosciuto sviluppi violenti, sfociando in aspri scontri che hanno provocato numerose vittime tra manifestanti, poliziotti e militari.

Egitto, violenze al Cairo e Suez

Al grido di "Mubarak vattene" e "Pane e libertà" almeno 15mila manifestanti sono scesi per protestare nella piazza centrale del Cairo. Le forze di sicurezza hanno tentato di disperdere la folla con gli idranti e con i blindati, ferendo gravemente dieci dimostranti. La polizia ha caricato a manganellate i manifestanti che si sono difesi lanciando pietre. Un agente di polizia è morto travolto dalla folla. A Suez tre vittime tra i manifestanti.
Il poliziotto è caduto a terra ed è rimasto calpestato nella ressa.