Agricoltura

Il terreno adatto all’agricoltura copre una parte limitata della regione; le zone più importanti sono quelle alluvionali delle valli del Nilo e del Tigri e dell’Eufrate.
Praterie, castagneti e distese di terra scura favoriscono l’agricoltura in alcune zone dell’Iraq e della Siria, mentre distese di terra rossa, garantiscono una buona coltivazione lungo le coste mediterranee della Turchia, Siria, Libano, Israele e Libia.
Di estrema importanza per l’economia interna del Medio Oriente sono il suolo e l’acqua che in alcune zone permettono l’agricoltura.
Una parte preponderante della popolazione pratica l’agricoltura benché solo il 14% circa della superficie sia arabile e il 6% circa del terreno sia coltivato.
Le due forme di agricoltura più importanti sono aridocoltura (che dipende dalla piovosità stagionale), e la coltivazione irrigua. Nelle zone di confine, gruppi di nomadi allevano pecore, capre e cammelli.
I principali prodotti agricoli delle zone settentrionale sono frumento, orzo e segale, mentre nelle zone meridionali abbondano granoturco, meglio il riso e le oasi producono soprattutto datteri.
Una grande varietà di frutta tra cui arance, uva e olive, cresce nella zona climatica mediterranea. I prodotti economicamente più vantaggiosi sono però cotone, tabacco e caffé. I principali prodotti dell’industria estrattiva è il petrolio.


Circa 12000 anni fa nella zona che partì dalle coste siro-libanesi ed arrivò a quelle degli altopiani iranici, si sviluppò concretamente grazie a fenomeni climatici il primo embrione di cultura agricola “moderna”, come la conosciamo noi oggi.
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Uno studio sul DNA antico rivela che l'agricoltura europea è nata grazie a popoli del Medio Oriente