L' Agricoltura in India
Per un europeo che per la prima volta si trova a calpestare il suolo indiano, la prima impressione, dopo quella relativa allo stile di guida a dir poco “disordinato” della popolazione locale e al cibo costantemente speziato (ma non è una gran scoperta, questa), è sicuramente la presenza di ampie sacche di povertà. Che però possono “dematerializzarsi” all’improvviso. Fin dal primo momento in cui si schiudono i cancelli, capisci di entrare in un altro mondo. La paga mensile di un operaio-agricoltore specializzato si aggira intorno ai nostri 130-140 euro , e in grado di passare 12 ore al giorno nei campi o in fabbriche. Purtroppo, la sensazione che si accompagna molto presto a questa visione è che quelle stesse zone di miseria subito fuori dallo stabilimento, fatte di strade dissestate, polvere e sporcizia, hanno poca o nulla possibilità di riscatto, imprigionate tra l’altro da un sistema di caste che ancora si percepisce in maniera decisa. Ma veniamo al nostro settore di interesse, l’agricoltura. La visita agli stabilimenti produttivi della Bkt (vedi box nella pagina successiva) ha permesso di vedere anche uno scorcio importante dell’agricoltura indiana, lasciando il Rajasthan per sconfinare nell’area agricola più importante del paese, il Punjab, dalla quale proviene il 30% del riso prodotto in India. Riso che a ottobre ti circonda ovunque. L’agricoltura indiana sta vivendo una fase di crescita, anche se sicuramente è il settore delle costruzioni e delle infrastrutture che sembra avere le prospettive migliori.In ogni caso il Governo continua a sovvenzionare l’acquisto di macchine e attrezzature agricole (per i trattori, ad esempio, il sussidio è del 33% del valore a nuovo) e ha approvato una legge per il lavoro nei villaggi rurali. Uno dei vantaggi per un agricoltore indiano sta nel fatto di poter effettuare due raccolti in un anno: per esempio semina grano in ottobre per raccoglierlo già in marzo e poi semina riso a giugno per trebbiarlo in ottobre. Nella regione del Punjab probabilmente si trovano anche gli agricoltori più ricchi,e ovviamente più felici. Le rese sono simili alle nostre: 85100 q/ha per il riso, 5065 q/ha per il grano e 75100 t/ha di canna da zucchero. Anche i prezzi non si discostano tanto dai nostri: 1.150 rupie (ossia poco meno di 20 euro) al quintale per il grano e per il riso, 1.450 rupie (24 euro circa) al quintale per il mais e 200 rupie (3,5 euro circa) al quintale per la canna da zucchero.
India, il Giano bifronte dell’Est
India, il Giano bifronte dell’Est

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In India vengono fatte molte spezie, si coltiva riso , frutta e legumi. Si allevano soprattutto i buoi per l ' aratro (solo i contadini meno ricchi che non si permettono il trattore), poi cavalli asini e bovini.
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