TERRITORIO Alessandro iuorio
MONTI.
  • Kilimangiaro, Tanzania, vetta più alta dell'Africa approfondimento


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  • Monte Camerun

  • Monte Elgon

  • Monte Kenya

  • Monte Sinai

  • Monte Stanley, Catena del Ruwenzori

  • Table Mountain, Città del Capo, Sudafrica

  • Monte Meru, Tanzania

  • monte Ruwenzori

  • monte Kenya



IDROGRAFIA


In Africa vi sono vaste zone areiche, ovvero prive di corsi d'acqua (per esempio il deserto del Sahara) e regioni endoreiche, ovvero con corsi d'acqua che si perdono nel deserto o in paludi o sfociano in laghi chiusi (per esempio i deserti del Namib e del Kalahari). La fascia centrale del continente, dove le piogge sono regolari, forma invece una zona esoreica, ovvero con corsi d'acqua che sfociano nel mare, principalmente nell'Oceano Atlantico, come il fiume Niger e il fiume Congo. Il Niger (4.160 km di lunghezza) nasce dal rilievo del Fouta Djalon e sfocia con un grande delta nel golfo di Guinea. Il fiume Congo, di 4.200 km di lunghezza, sfocia nell'Oceano Atlantico e dà nome alle due repubbliche che si affacciano sulle sue rive . I numerosi affluenti del Congo (il più importante è il Kasai) formano un enorme bacino fluviale. Nella parte più meridionale scorrono l'Orange, che sfocia nell'Oceano Atlantico, il Limpopo e lo Zambesi, tributari dell'Oceano Indiano. Lo Zambesi è celebre anche per le Cascate Vittoria, fra le più spettacolari del mondo. Il principale fiume africano è il Nilo che, con il suo affluente Kagera, è tradizionalmente considerato il fiume più lungo del mondo (6.671 km) davanti al Rio delle Amazzoni. Le sue sorgenti sono nell'Africa equatoriale, da cui provengono i due rami principali: il Nilo Azzurro, che nasce dall'altopiano Etiope, e il Nilo Bianco, emissario del Lago Vittoria il cui tributario, il Kagera, origina dagli altopiani del Burundi. Il Nilo attraversa l'Africa nord-orientale e quando raggiunge il Mediterraneo sfocia con un'ampia foce a delta. Il fiume è conosciuto per il limo, terra che rendeva fertile la distesa sahariana e che consentì lo sviluppo della civiltà egizia; per questo motivo l'Egitto veniva anticamente chiamato "dono del Nilo". La costruzione della diga di Assuan ha permesso la creazione di un ampio bacino artificiale, il lago Nasser; la terra fertile si deposita sul fondo del lago ed è necessario usare fertilizzanti per migliorare la resa dei terreni. Una lunga catena di laghi corre lungo la frattura tettonica della Rift Valley, ai confini tra la Repubblica Democratica del Congo, l'Uganda, la Tanzania, il Burundi e il Ruanda: i più importanti sono il Lago Vittoria e il Lago Tanganica

COSTA E ISOLA

Lo sviluppo costiero del continente ha una lunghezza complessiva relativamente modesta, di circa 26.000 km (l'Europa, con una superficie tre volte inferiore, ha circa 32.000 km di coste). La costa occidentale prospiciente l'Oceano Atlantico si presenta priva di penisole e insenature di dimensioni rilevanti, con l'unica eccezione del vastissimo golfo di Guinea. La costa settentrionale che dà sul mar Mediterraneo invece ha due importanti golfi: il golfo della Sirte davanti alla Libia e il golfo di Gabes davanti alla catena dell'Atlante. La costa orientale, bagnata dal Mar Rosso e dall'Oceano Indiano, presenta l'unica penisola del Corno d'Africa.

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Le coste sono spesso scoscese, con rilievi che arrivano fino al mare. Coste pianeggianti, basse e sabbiose e spesso desertiche, si trovano in Libia ed Egitto, così come in Mauritania, Somalia e Namibia. Lungo le coste del Golfo di Guinea e del Mozambico si sviluppano paludi e acquitrini, e banchi sabbiosi rendono difficoltosa la navigazione.

L'unica isola di grandi dimensioni è il Madagascar, la quarta più grande del mondo. Ci sono arcipelaghi di piccole isole sul versante Atlantico, come Madeira, Canarie e Capo Verde. Presso la costa della Tanzania si trova l'isola di Zanzibar, la maggiore del versante orientale dopo Madagascar.




Deserto: siki mattia

Cartagine e Roma usavano queste piste per commerciare tessuti armi e utensili che scambiavano con avorio, oro, spezie e schiavi. Le comunicazioni transahariane ebbero un nuovo impulso dpo l'arrivo degli arabi nel VII secolo.

Lungo le rotte del deserto i nuovi conquistatori diffusero la lingua araba e sopratutto la religione islamica. Timbuctù, capitale del regno di Mali, fu il più importante centro mercantile ne politico del Sahel. Fondata probabilmente dai tuareg nell'XI secolo, fu un prospero modo di commerci, ma anche un importantissimo centro di studio e di propagazione della religione musulmana.

In molte aree il deserto è oggi punteggiato da alte torri di trivellazione del petrolio. I simboli antichi del deserto, la duna di sabbia e il dromedario, stanno così cedendo il posto a un'immagine decisamente tecnologica. Per i popoli dell'Africa Settentrionale, segnati da secoli di fatiche, di sfruttamento e di miseria, il petrolio è una risorsa indispensabile per intraprendere un nuovo percorso, auspicabilmente più agevole e tranquillo.

Il deserto non è del tutto privo di acqua che a volte esce in superficie in corrispondenza di depressioni, oppure viene estratta attraverso pozzi e distribuita sul territorio mediante una capillare rete, frutto dell'antico ingegno idraulico della cultura tecnica araba. Fondamentale, nell'economia di un'oasi, è la presenza della palma da dattero, che fornisce al tempo stesso ombra, alimento e legname. L'estensione di un'oasi può raggiungere anche diverse decine di km2, consentendo la creazione di piccole città.

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la tratta degli schiavi Pani Tommaso

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La tratta degli schiavi Nel XVI secolo, le grandi potenze europee iniziarono a creare insediamenti nelle Americhe. Gran parte dei vantaggi economici che le colonie americane potevano garantire erano legate alla creazione di piantagioni (per esempio di canna da zucchero); soprattutto con la penetrazione portoghese in Brasile, a questo si aggiunse la prospettiva di ricavare dalle colonie risorse minerarie. In entrambi i casi si richiedeva l'uso di grandi quantità di manodopera per il lavoro pesante. Inizialmente, gli europei tentarono di far lavorare come schiavi gli indigeni americani; questa soluzione tuttavia risultò insufficiente, soprattutto a causa dell'alta mortalità delle popolazioni native dovuta a malattie importate dai conquistatori europei (come il vaiolo) e alla loro conformazione fisica non adatta a quel genere di lavoro. Nello stesso periodo, gli europei entrarono in contatto con la pratica nordafricana di far schiavi i prigionieri di guerra. I re locali delle regioni nella zona dei moderni Senegal spesso barattavano questi schiavi con gli europei. Gli schiavi africani erano decisamente più adatti, dal punto di vista fisico, a sopportare il lavoro forzato, perciò i portoghesi e gli spagnoli se li procurarono per mandarli nelle colonie americane, dando inizio al più grande commercio di schiavi della storia, quello attraverso l'Oceano Atleantico. La tratta degli schiavi attraverso l'Atlantico assunse rapidamente proporzioni senza precedenti, dando origine nelle Americhe a vere e proprie economie basate sullo schiavismo, dai Caraibi fino agli Stati uniti meridionali. Complessivamente, qualcosa come 12 milioni di schiavi attraversarono l'oceano (la stima è approssimata).

deserto.

Cartagine e Roma usavano queste piste per commerciare tessuti armi e utensili che scambiavano con avorio, oro, spezie e schiavi. Le comunicazioni transahariane ebbero un nuovo impulso dpo l'arrivo degli arabi nel VII secolo.

Lungo le rotte del deserto i nuovi conquistatori diffusero la lingua araba e sopratutto la religione islamica. Timbuctù, capitale del regno di Mali, fu il più importante centro mercantile ne politico del Sahel. Fondata probabilmente dai tuareg nell'XI secolo, fu un prospero modo di commerci, ma anche un importantissimo centro di studio e di propagazione della religione musulmana.

In molte aree il deserto è oggi punteggiato da alte torri di trivellazione del petrolio. I simboli antichi del deserto, la duna di sabbia e il dromedario, stanno così cedendo il posto a un'immagine decisamente tecnologica. Per i popoli dell'Africa Settentrionale, segnati da secoli di fatiche, di sfruttamento e di miseria, il petrolio è una risorsa indispensabile per intraprendere un nuovo percorso, auspicabilmente più agevole e tranquillo.

Il deserto non è del tutto privo di acqua che a volte esce in superficie in corrispondenza di depressioni, oppure viene estratta attraverso pozzi e distribuita sul territorio mediante una capillare rete, frutto dell'antico ingegno idraulico della cultura tecnica araba. Fondamentale, nell'economia di un'oasi, è la presenza della palma da dattero, che fornisce al tempo stesso ombra, alimento e legname. L'estensione di un'oasi può raggiungere anche diverse decine di km2, consentendo la creazione di piccole città.

MUSICA AFRAICANA Pani Tommaso

Nell'Africa subsahariana la musica e la danza sono quasi sempre elementi centrali e fondamentali della cultura dei popoli, e sono dotati di grande valore sociale e religioso. Ogni etnia ha una propria tradizione musicale così come ha una propria tradizione letteraria e un proprio insieme di regole e credenze; ogni gruppo sociale possiede un repertorio musicale di riferimento e dei sottogeneri appropriati a determinate celebrazioni (per esempio nascita, passaggio all'età adulta, matrimanio, funerale) o anche semplicemente attività quotidiane come il raccolto nei campi e lo smistamento delle riserve alimentari.

Ciò che ritroveremo sempre in ogni variante musicale, a prescindere dallo scopo per cui viene prodotta, è la caratteristica poliritmia, la capacità cioè di sviluppare contemporaneamente diversi ritmi e di mantenerli in modo costante ed uniforme, senza che uno prevarichi su di un altro.
Una particolare funzione sociale è rappresentata dalle percussioni e dalle campane che in molte zone vengono utilizzati come strumenti di comunicazione. La musica è, ad esempio, una delle pratiche più note e più impiegate per un griot ( o griotte) proprio perché in molti contesti le relazioni sono spesso basate sull’impatto emozionale. Anche il canto è molto diffuso e riveste una funzione sociale importantissima, durante i funerali, ad esempio, per ripercorrere le tappe dell’esistenza del defunto, dunque mantenerne viva la memoria e per narrare le imprese degli antenati cui spetta il compito di accogliere l’anima della persona mancata. Le epopee mitiche cantate dai griot, oltre a mettere in evidenza il potere costituito, trasmettono gli avvenimenti particolari che fanno parte della storia di una comunità e permettono una trasmissione facilitata proprio dal ritmo della melodia sottostante. Il canto, la musica e la danza diventano da un lato veicoli di tipo simbolico e dall’altro preziosi strumenti della memoria collettiva. La musica tradizionale si trasmette oralmente, dunque non esistono spartiti o forme scritte in cui è possibile rinvenire delle melodie. Tutto viene creato e comunicato direttamente ed è per questo che un aspetto importantissimo è dato dall’improvvisazione.


La complessità ritmica delle musiche africane si è di fatto trasferita a molte espressioni musicali dei paesi dell’America latina; l’aspetto più affascinante di questa poliritmia è costituito dalla possibilità di distinguere chiaramente i diversi ritmi pur percependoli unitariamente in modo coerente. Per quanto riguarda la voce, è interessante notare che generalmente si utilizzano timbri canori tendenti al rauco e al gutturale. Molte lingue locali, in Africa, sono di tipo tonale ed è per questo che esiste un collegamento molto stretto tra la musica e la lingua. Soprattutto nel canto, è il modello tonale del testo che condiziona la struttura melodica. Conoscendo molto approfonditamente queste lingue, è possibile riconoscere dei testi anche nelle melodie degli strumenti ed è quest’effetto che ha dato fama al cosiddetto "tamburo parlante".la musica africana è piena di ritmi.